Scultura / Luce / Visione
La voce della Luce – di Maurizio Scilla
A volte la luce arriva da ciò che è stato rotto. E da lì… rinasce. Così nascono le mie lampade. Ogni pezzo che compone le mie lampade ha una storia. Una vita precedente. Un passato spesso spezzato. Un lampadario veneziano con cinque braccia… ne restano solo tre. Un vaso di cristallo andato in frantumi, un ricordo dimenticato in un mercatino dell’Est Europa. Io raccolgo questi frammenti. Li ascolto. Li guardo. Li scelgo. Li porto con me, come fossero orfani di bellezza. E inizio a sognare per loro una nuova famiglia. Ogni viaggio nei mercatini, ogni visita ai laboratori vetrai italiani è per me un’emozione pura. Mi aggiro tra bancarelle e botteghe come un bambino incantato. Cerco con gli occhi e con il cuore. Amo perdermi tra le trasparenze, le sfumature cangianti dei vetri degli anni ‘40, ‘50, ‘60… Ogni epoca ha il suo respiro. Ogni frammento ha la sua voce. Poi inizia il dialogo. Un frammento di vetro antico incontra un pezzo di marmo… o una lastra di ottone. Una base di legno grezzo… o una struttura in ferro battuto. Tocco ogni elemento, li osservo insieme sotto la luce naturale. E sento quando si parlano. Quando diventano un’armonia. Solo allora inizio ad assemblare. Non progetto su carta. Lascio che sia l’istinto a guidarmi. È un’alchimia. È ascolto.
Poi arriva lei: la luce. Che non è mai solo tecnica. È emozione. La luce attraversa il vetro, lo accende, lo sfuma, lo fa vibrare. Accese, le mie lampade raccontano un’altra storia: quella della trasformazione. Spente, sono opere d’arte. Sculture che riflettono il sole, che cambiano volto durante il giorno. Che vivono anche nel silenzio.
Ogni lampada è unica. Non replicabile. Perché nasce da un incontro irripetibile. Chi la sceglie, non acquista un oggetto, ma accoglie una storia, una memoria, una visione.
In un mondo che corre, io scelgo di rallentare. Di cercare. Di custodire. Di ridare voce a ciò che sembrava perduto. Le mie lampade parlano. Parlano di amore per il dettaglio, per la materia, per la luce che emoziona. E ogni volta che ne creo una, sento che anche una parte di me rinasce con lei. Non è solo luce. È poesia. È presenza. È una carezza silenziosa, che abita lo spazio… e accende l’anima.

Lampada Corna
Durante una visita emozionante in un’antica vetreria di Murano, i miei occhi si sono posati su tre braccia superstiti di un lampadario andato in frantumi.
Non erano frammenti, ma testimonianze preziose di un’arte antica: linee sinuose, lavorazioni raffinate, dominanti in un nero profondo che custodiva la memoria del vetro soffiato veneziano.
Ho voluto donar loro una nuova scena, collocandole su una base di marmo bianco e ottone, perché potessero tornare a brillare in un dialogo tra materia e luce.
Al centro, come un respiro sospeso nel tempo, ho scelto una sfera rara di Flos degli anni ’50: una fuoriserie fuori produzione, che vibra di trasparenze e sfumature tra bianco e nero.
È un oggetto che sembra animarsi, rivelando riflessi cangianti e quasi magici, capaci di evocare atmosfere senza tempo.
Questa lampada è per me un’opera che intreccia memoria e rinascita, un racconto di bellezza che nasce dall’incontro tra passato e presente, tra fragilità antica e nuova visione.


Cristallo di Murano / Ottone Ossidato / Vetro Flos / Marmo di Carrara / Ceramica
Lampada Albero
Questa lampada nasce da un incontro raro, da una scintilla di emozione che mi ha attraversato a Parigi, la mia città del cuore, dove ogni strada profuma di arte ed eleganza.
In un mercatino ho trovato questa straordinaria sfera di Vistosi, un vetro degli anni ’50-’60. Non è una sfera perfetta: è leggermente ovalizzata, come se il soffio del vento avesse modellato la sua forma. Ai miei occhi, è subito diventata una chioma che ondeggia, l’anima viva di un albero.
Ho voluto costruire attorno a lei un corpo che la sostenesse come tronco e radici: un vetro fumé, semitrasparente, che custodisce al suo interno un insieme di piccole sfere, come semi, come vite in potenza, pronte a germogliare. L’eleganza del vetro fumé nero si fonde così con la magia del vetro Vistosi, in un dialogo tra forza e leggerezza, radici e chiome, memoria e futuro.
L’albero è il respiro del pianeta, è ciò che ci dona ossigeno, ombra, rifugio, bellezza. È un simbolo di vita, di continuità, di radici profonde e di slancio verso l’alto. Per me, questa lampada porta la stessa energia dentro una casa: diventa un segno vitale, un talismano che unisce natura ed eleganza, arte e amore.
Albero non è solo una lampada. È un racconto di viaggio, di memoria e di natura. È un’opera che accende emozioni, illumina spazi e porta con sé l’energia silenziosa e potente della vita.


Vetro di Murano / Vetro Vistosi / Ottone Spazzolato
Lampada Forza
La chiamo così perché racchiude tutta l’energia e la potenza che ho percepito nel momento stesso in cui l’ho immaginata.
Tutto è nato durante una mia visita in uno dei laboratori vetrai di Venezia. In un angolo del giardino ho notato due grandi elementi che a prima vista sembravano botti dimenticate sotto una pianta. La mia curiosità mi ha spinto ad avvicinarmi e ho scoperto che non erano botti, ma vetri straordinari, ossidati dal tempo e dalle intemperie. Erano tre in origine: uno purtroppo era rotto, ma due erano ancora integri, custoditi nei loro contenitori di polistirolo, quasi come reliquie protette dal caso.
Quelle forme sinuose, morbide e opache mi hanno subito colpito. Mi ricordavano i vetri di Albarello degli anni Settanta, con quella eleganza senza tempo, capace di parlare al cuore anche dopo anni di abbandono. Ho deciso allora di unirli, di dar loro nuova vita, arricchendoli con dettagli in ottone e con ulteriori vetri color ambra. L’incontro tra il grigio, l’ottone e l’ambra ha creato un’armonia inattesa: calda, potente, raffinata.
È in questo equilibrio che la lampada ha preso il suo nome: Forza. Perché è nata dalla terra, da un oblio non degno della sua bellezza, e oggi risplende in tutta la sua energia.
Per me è fondamentale ridare vita a ciò che il tempo o l’uomo hanno dimenticato: sono spesso elementi preziosi che aspettano solo di essere riscoperti. Con Forza ho voluto trasformare quell’attesa in luce, in potenza, in un nuovo inizio.


Vetro Invecchiato / Cristallo / Ottone Ossidato
Lampada Medusa
Un incontro di mondi opposti che si fondono in un’unica, fluida armonia.
Il rigore del ferro battuto, trovato tra i mercatini parigini, si intreccia con la delicatezza di un raro vaso Venini, dando vita a una creatura luminosa che sembra sospesa tra passato e futuro.
Come una medusa che danza nell’acqua, la lampada si muove con la mente e con il cuore:
Morbida e leggera, nelle curve sinuose che ricordano la trasparenza dei suoi tentacoli.
Elegante e misteriosa, come il battito lento e ipnotico delle sue forme fluttuanti.
Resistente e forte, grazie alla struttura in ferro che custodisce e protegge il suo nucleo vitale di luce.
La Lampada Medusa non è solo un oggetto, ma un simbolo: un equilibrio poetico tra fragilità ed energia, tra leggerezza e radicamento. Ogni suo dettaglio racconta il viaggio di chi sa cogliere la bellezza nelle cose dimenticate e trasformarle in nuove visioni.
Un’opera che, come la creatura marina, emana fascino magnetico e mistero, portando nello spazio che abita la suggestione di un movimento eterno, silenzioso e incantato.


Vetro Venini / Ferro Battuto / Vetro / Legno / Ottone
Lampada Sasso – Omaggio a Vistosi
Ho scelto di chiamarla Sasso perché la sua forma mi ha subito riportato alla natura: un volume morbido, levigato dal tempo, capace di trasmettere armonia.
Per me non è soltanto una lampada, ma un ponte tra epoche diverse, un dialogo intimo tra passato e presente.
La sua unicità nasce dall’origine nobile: l’ho realizzata utilizzando quattro pezzi autentici Vistosi degli anni Cinquanta, frammenti preziosi che custodiscono la memoria di una delle più grandi tradizioni del design italiano.
Negli anni del dopoguerra, quando il mondo riscopriva il valore della bellezza, Vistosi trasformava l’arte millenaria del vetro di Murano in un linguaggio moderno, collaborando con i più grandi designer e dando vita a opere luminose che ancora oggi emozionano. Le sue forme organiche, le trasparenze opaline, la purezza delle linee raccontavano una nuova visione: la luce non solo come funzione, ma come poesia.
Con la mia Lampada Sasso ho voluto raccogliere questo testimone e portarlo oltre: un oggetto che nasce da frammenti storici e diventa opera contemporanea, unendo tradizione artigianale, pensiero sostenibile e la visione di 03_Studio Lab.
Per me, Sasso non è solo una lampada. È un ricordo luminoso che continua a vivere. È la dimostrazione che il design non invecchia: si rigenera, si trasforma, si rinnova.
È il mio omaggio a Vistosi e, allo stesso tempo, la firma del mio percorso creativo: trasformare materiali, storie ed emozioni in esperienze di luce che appartengono al futuro.


Vetro Vistosi / Ottone
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